Letteratura


Stesse regole che per il laboratorio poetico. Enjoy, e lasciate un commentino almeno! se no mi sento solo!

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Mi ricordo che era freddo. Non quel freddo strano che ti arriva addosso d’improvviso, ma quello che ti è già entrato dentro, che le tue ossa conoscono da molto tempo. E tutto era grigio, l’unico tocco di colore veniva dal rumore delle onde del mare, che cambia ogni cosa.
La spiaggia era deserta, la pineta sullo sfondo era un muro impenetrabile, la sottile nebbia del mattino ci lasciava immaginare molte cose. Anzi, le lasciava immaginare solo a me. Lei dormiva. Le bottiglie mezze infilate nella sabbia erano disposte in maniera del tutto casuale intorno a noi, e sembravano un gruppo di lillipuziani incuriositi dalla presenza di quegli strani esseri giganteschi nella loro spiaggia. L’aurora stava cominciando a farsi più chiara e una leggera brezza dal mare saliva verso l’entroterra. Lei non se ne accorse, stava raggomitolata sotto la coperta, perdendosi lo spettacolo di luci dei pescherecci all’orizzonte.

Non me ne ero mai andato, non potevo, non volevo. Anche allora, immerso nei miei pensieri la mia attenzione era distorta, incanalata, rubata dalla sua presenza. Non me ne ero mai andato, gli anni erano passati, scivolati su di me come la brezza di quel mattino. Poi, senza un perché, senza una spiegazione, lei era tornata. E le braci mai spente erano divampate di nuovo, fiamme salite in alto nell’aria fresca di quella primavera.

E divorarono tutto. Tutto.

Poi capii cosa stavo aspettando. Pochi gabbiani sul bagnasciuga mi guardarono alzarmi solo incuriositi, troppo lontano per essere una seria minaccia. Il falò che ci aveva scaldato e illuminato durante la notte si era spento da tempo, lo rovistai con un bastone, ma anche l’ultima brace non era più. Il fuoco aveva lasciato solo cenere, già fredda all’aria del mattino.

Presi le mie poche cose e me ne andai.

Bongiorno ai miei 4 lettori.

Prima di comnciare a giocare vorrei esporre le regole del gioco. Non mi ricordo bene chi diceva che ci sono solo due categorie di persone che continuano a scrivere poesie dopo i 30 anni: i poeti e i cretini. io sono perfettamente d’accordo, e so di essere un cretino. D’altro canto oggi internet ci da la possibilità di fare cose che erano impossibili solo qualche tempo fa e una di queste è scrivere in comunità, anche se si è dei perfetti sconosciuti.

Come potete leggere nella colonna a destra tutto il materiale pubblicato in questo sito sta sotto una licenza Creative Commons, il che permette di distribuire liberamente (non a scopi commerciali e dandone l’attribuzione) i contenuti che trovate qui scritti, fotografati ecc. Non solo, offre la possibilità di “remixare” liberamente i contenuti stessi. Quindi mi è venuta una bella idea: metterò le mie “cretinate” online e vediamo se qualcuuno accetta la sfida di renderle migliori, più godibili, o semplicemente più vicine al suo gusto personale. Potete farlo attraverso i commenti, e poi quando ne saremo soddisatti postare il risultato in un post tutto suo, in evidenza. Che ve ne pare? Tenete conto che la stessa cosa verrà fatta con testi di prosa e teatro, nelle specifiche sezioni Laboratorio di prosa e Teatro.

Fatevi sotto allora!

Mi hanno messa interinale
per un certo tempo
determinato e amorale.

Ma qualche giorno prima
mi ha detto il mio Padrone
che avevo un posto in lizza
per la disoccupazione.

Chi lo sa se l’ha saputo
se qualcuno glie lo ha detto
che ho avuto un incontro nel letto
con un angelo caduto.

E allora forse il padrone lo sa
sa che aspetto un bambino
una questione di produttività
maternità senza scontrino.